Padri in Movimento: nasce il partito che l'Italia aspettava da trent'anni

Redazione • 3 giugno 2026

Un simbolo, una Costituente, una rivoluzione silenziosa che diventa forza politica.

C'è un momento nella storia di ogni grande cambiamento in cui la protesta smette di urlare nel vuoto e diventa progetto. In cui la rabbia si trasforma in programma, il dolore in piattaforma, la solitudine in comunità. Quel momento, per centinaia di migliaia di padri separati italiani, è adesso.

Padri in Movimento — l'associazione che dal 2018 difende la bigenitorialità, che ha occupato piazze, tribunali e aule parlamentari, che ha dato voce a chi non aveva più voce — compie il passo più importante della sua storia: diventa forza politica nazionale.


Il simbolo: un'identità visibile

Ogni movimento che si rispetti ha un volto. Un simbolo non è mai solo grafica: è manifesto, è riconoscimento, è appartenenza. Il simbolo di Padri in Movimento porta con sé tutto ciò che questo movimento rappresenta — la figura del padre, il legame con i figli, la bilancia di una giustizia troppo a lungo sbilanciata. Guarda il nostro simbolo. Un padre, una madre, un figlio al centro. Il tricolore sotto. Un cerchio che non divide, ma abbraccia.

È il simbolo di Padri in Movimento — Movimento Politico. Ed è il simbolo di milioni di italiani che hanno subito in silenzio, che hanno pianto da soli, che si sono sentiti dire "ci dispiace, ma non possiamo fare nulla, purtroppo funziona così". Quando lo vedrete sui manifesti, sulle schede elettorali, nelle piazze d'Italia, saprete cosa significa: che qualcuno si è alzato, ha smesso di soffrire ed aspettare e ha deciso di cambiare le cose dall'interno delle istituzioni. Presto il simbolo verrà presentato ufficialmente alla Stampa e alle Istituzioni. Tenetevi pronti. Sarà il segno di una nuova stagione.


La Costituente di ottobre: il congresso che costruisce l'Italia

A fine settembre verrà depositato lo Statuto del Movimento Politico Padri in Movimento. Un atto formale, sì, ma anche un atto rivoluzionario: per la prima volta nella storia repubblicana, i genitori separati avranno un partito che li rappresenta, uno statuto che li tutela, una struttura che li organizza da Nord a Sud. Ad ottobre, a Roma, si terrà la Costituente: l'assemblea fondatrice in cui verranno presentati i membri del direttivo, l'Ufficio legislativo, la Segreteria, l'Ufficio stampa e verrano nominati i Coordinatori nazionali di Area Nord, Centro e Sud, i Coordinatori regionali, i responsabili di capoluogo e provincia. Una rete vastissima e capillare, radicata nel territorio, presente in ogni angolo del Paese. Dalla Sicilia alla Friuli Venezia Giulia. Da Napoli a Milano. Da Bari a Venezia. Nessuna città, paese o borgo escluso. Non sarà una cerimonia. Sarà una dichiarazione di guerra politica all'indifferenza istituzionale.


I temi: cosa porteremo agli italiani

A partire da ottobre, Padri in Movimento scenderà in campo con una piattaforma chiara, identitaria, non negoziabile. Ecco i temi che porteremo in ogni comune, in ogni regione, davanti a ogni elettore:

- Bigenitorialità reale e garantita per legge: non sulla carta, non nelle sentenze dimenticate nei cassetti, ma nella Costituzione e nella vita quotidiana dei bambini italiani;

- Riforma del sistema dell'affidamento: stop ai prelievi coatti, stop all'affidamento esclusivo mascherato da condiviso come regola di fatto, sì alla custodia condivisa come diritto inviolabile dei figli;

- Riforma sull'assegno di mantenimento per i figli: proporzionale, sostenibile, aggiornato alle reali condizioni economiche — come già riconosce la Cassazione con l'ordinanza n. 14358/2025;

- Riforma dei servizi sociali: troppo spesso arbitri non neutrali, troppo spesso strumenti di discriminazione di genere nei tribunali di famiglia;

- Tutela abitativa per i padri separati: perché un padre senza casa non può essere genitore, e nessun bambino dovrebbe crescere sapendo che il suo papà dorme a casa dei nonni o in macchina;

- Riforma della giustizia minorile: trasparenza, contraddittorio, accountability degli operatori di giustizia.


A chi parliamo

Parliamo ai quasi quattro milioni di padri separati italiani. Parliamo alle madri che credono nella famiglia equa. Parliamo ai nonni a cui è stato negato il nipote. Parliamo agli avvocati che ogni giorno combattono in aule sorde. Parliamo ai figli adulti che ricordano cosa significa crescere senza un genitore. Parliamo a chiunque, in questo Paese, abbia subito l'ingiustizia silenziosa di un sistema che separa invece di unire, che punisce invece di proteggere, che dimentica il superiore interesse del minore non appena quest'ultimo smette di fare notizia.


L'ora del coraggio

Ci sono momenti in cui aspettare è l'unico errore possibile. Questo è uno di quei momenti.

Se sei un padre separato che ha perso tutto tranne la dignità: questo è il tuo movimento.

Se sei un genitore che crede che i figli abbiano diritto a due genitori: questa è la tua battaglia.

Se sei un cittadino stanco di una politica che ignora milioni di famiglie spezzate: questa è la tua occasione.

La Costituente di ottobre non è solo un evento organizzativo. È un atto fondativo. È il momento in cui una generazione di padri smette di chiedere permesso e inizia a fare politica.

Ogni padre, ogni genitore separato potrà trovare il coraggio di rialzarsi — con strumenti, con compagni di strada, con una struttura nazionale al proprio fianco. Per costruire insieme un cambiamento reale e duraturo.


"Il futuro si misura col passato. E il nostro passato ci ha insegnato che nessuno ci regalerà niente. Ce lo dobbiamo prendere." — Padri in Movimento


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